06 GENNAIO: E dopo 2 settimane di sorprese a tutti è ufficiale... SIAMO TORNATI!!

E dopo 2 settimane di sorprese a tutti è ufficiale...SONO TORNATO!!!
Da Bamako a Mopti
Written by Gianni   
Saturday, 06 February 2010 00:00
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Venerdi notte 5 gennaio stavamo viaggiando sull’ennesimo pullman in Mali, un pullman vecchissimo, sporco, mezzo rotto, io e Luca ancora una volta gli uni due bianchi. Un pullman che correva nella buia notte africana, passando di fianco a capanne di fango, mattoni e paglia, a persone stese ad attendere proprio questo nostro passaggio, il passaggio di questi autobus che sono per loro l’unica fonte di sostentamento. Sono infatti pronti a vendere a noi passeggeri, e quindi principalmente ad altri maliani, qualsiasi cosa: dal cibo, alla acqua, alle scarpe, cd, pile, ecc. , all’infinito. ...

...E io ero su quell’autobus con il mio ipod nelle orecchie e ripensavo a tutto ciò che avevo visto i questi primi venti giorni. Pensavo alle migliaia di persone per strada, alla lotta per la sopravvivenza che ho visto con i miei occhi, in quei bambini che davvero legano la loro giornata al fatto che qualcuno compri il pane da loro piuttosto che da un altro dei dieci ragazzini che ci sono in quel metro quadrato di strada. E questo non solo nelle lunghe strade isolate che tagliano l’Africa da parte a parte, ma anche nelle grandi città, anzi soprattutto nelle grandi città.Nelle capitali polverose, inquinate e incasinate come Bamako, capitale del Mali, dalla quale con quell’autobus ero partito alcune ore prima. Ripensavo e vedevo tutto questo e mi domandavo…come puoi pensare di avere delle ambizioni, di poter costruire qualcosa di diverso da tutto questo, se sei uno dei mille ragazzi che deve arrivare a fine giornata riuscendo a vendere una coca cola o un pezzo di pane? Pensavo a quanto io sia ancora ingenuo a pensare che il mondo si possa cambiare, o almeno migliorare, che si possa davvero fare qualcosa. Ma cosa mi credo si possa fare? Se anche mille di queste persone trovassero il modo di capire, costruire, crescere e sperare, che ne sarà di tutti gli altri? E tra questi pensieri, tra queste facce dentro il pullman, o fuori dal finestrino illuminate da qualche fuoco acceso nel nulla, in mezzo a tutto questo è partita nel mio ipod una canzone, una canzone di Jovanotti che neanche a farlo apposta, si intitola Cancella il debito. Una canzone cantata da lui nel 2000 come invito all’allora presidente del Consiglio Massimo D’Alema affinchè si impegnasse ad essere il primo dei 7 grandi del mondo a cancellare il debito dei paesi del sud del mondo. Perché solo così, diceva la canzone, questi paesi potrebbero, forse (aggiungo io), investire soldi in istruzione, sanità e non in interessi verso di noi. Perché ancora oggi un paese come il Mali spende ogni singolo anno più soldi per saldare il debito nazionale che non per l’istruzione. E quello forse sì che sarebbe un vero aiuto per questi paesi. Non vestirli con i nostri vecchi vestiti e far loro desiderare di essere dei poveri occidentali, ma permettendo loro di essere dei normali africani. Non c’è paragone tra l’eleganza di un uomo mauritano o maliano in abito tradizionale del suo paese, per quanto semplice o vecchio, e un altro vestito con i nostri vecchi vestiti, fuori taglia e scombinati come se ne vedono tanti in giro. Il fatto è che girare l’Africa da africano, o almeno tra gli africani, come stiamo facendo io e Luca, ti fa capire molto e capire è sempre il primo passo per fare qualcosa. Bisognerebbe solo che molte più persone capissero… Certo, se poi tutti questi ragazzi per le strade smettessero di assalirci, insistere, fermarci, venderci e chiederci di tutto ad ogni passo, fermata, mercato e via, senza tregua né pausa…ma questa è un’altra storia, o forse no, forse anche questo cambierebbe.

Uno stanchissimo abbraccio.

Last Updated on Wednesday, 24 February 2010 15:11