06 GENNAIO: E dopo 2 settimane di sorprese a tutti è ufficiale... SIAMO TORNATI!!
| Rhino attack! |
| Written by Gianni |
| Monday, 01 March 2010 19:03 |
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There are no translations available. Sud Africa. Dopo un mese di West Africa è come sbarcare sulla luna, o meglio, è come dalla luna sbarcare sulla terra. Fast food, strade a 3 corsie, mega centri commerciali, banche, cinema, macchine enormi per le strade, ecc. ecc. Sembra di essere negli Stati Uniti con in più gli animali selvaggi a poche decine di chilometri dalle città. Questo è il sud Africa, il paese con la più recente costituzione, datata 1996, dopo la fine dell’apartheid. Un paese in cui le lingue riconosciute ufficialmente sono 11, in cui bianchi e neri provano a convivere dopo quarant’anni di lotta per i diritti di quest’ultimi, dove persone di origine olandese, zulù, inglese, indiana e chi più ne ha più ne metta vivono da molte generazioni, dove la ricchezza è in mano a pochii e ambita da tutti gli altri, un paese in cui due giovani brillanti ragazzi italiani possono venire attaccati da due rinoceronti incazzatissimi ad una distanza massima di 3 metri!! Eh si. Ma torniamo un attimo indietro. Precisamente alle 5 del mattino di domenica 28 febbraio... Io e Luca prendiamo (come sempre) il bus in assoluto più economico di tutto il sud Africa, il famigerato City to City (detto da quelli del posto Shity to shity), che per confermare la sua economicità viaggia ad orari assurdi. Orari che ci portano a viaggiare tutta la notte con le ginocchia in bocca per arrivare alle 5 del mattino in una bella città universitaria, chiamata Grahmstown. E il bello è che il pullman non ci lascia in una stazione o qualcosa di simile, ma in mezzo a una strada, o meglio in mezzo al nulla. Io, Luca e due inglesi conosciuti giorni prima a Durban e trovati per caso durante la notte a metà strada. Fatto sta che ci lascia lì, è buio, noi arriviamo dall’esperienza di Durban, dove il primo giorno appena sistematici in ostello, alle 18,30, stavamo per riuscire tranquilli per fare la spesa al market e ci siamo visti bloccare dalla tipa della reception che tutta preoccupata ci ha chiesto: dove andate? E noi: a fare la spesa! E lei: si ok, ma siete sicuri? Noi: sì…perché?! Lei: ok, ma fate in fretta, lasciate tutte le cose di valore qui e tornate prima che faccia buio, cioè tra mezz’ora, che qui…sapete com’è, la gente con il buio diventa un po’ matta! Noi ovviamente abbiamo pensato che esagerasse, ma per sicurezza alle 19 eravamo dietro la grata (!) che separa l’ingresso dell’ostello dalla via e solo 5, ma 5 minuti di orologio dopo, un uomo, tra l’altro sud africano che stava nell’ostello con noi, è stato aggredito da 5 ragazzi proprio davanti alla porta dell’ostello! Insomma, wow! Quindi dicevamo, dopo un esperienza così (ripetuta il giorno dopo con 10 persone di numero che per strada ci hanno fermato per dirci tutti di stare attenti, di non portare niente di valore con noi e di tornare a casa prima che facesse buio) siamo stati lasciati nel nulla della notte in questa città, che però sapevamo essere molto più sicura...in teoria. E così a piedi abbiamo trovato la via dell’unico ostello presente (un ex carcere!) in città, ci siamo fatti aprire, abbiamo fatto un meritato pisolino e poi nel pomeriggio dopo un ottima pasta in bianco abbiamo prenotato il giro nella riserva selvaggia dei rinoceronti neri a mezz’ora dalla città. Insomma, un normale giro in una riserva, con una guida esperta ecc, come sempre, pensavamo io e Luca… erroneamente! Infatti ecco che si presenta questo meraviglioso essere umano biondo, pieno di catene e braccialetti, palesemente fatto dal sabato sera precedente che compreso nel prezzo ci porta una confezione da 5 litri di vino! Solo per me e Luca! Insomma, un grande, mille risate, con lui che ci racconta della super festa alla quale è stato la sera prima e che per lui è finita solo poche ora prima, lasciandolo fatto come pochi! E così indossando due grandi occhiali da sole e abbracciando un litro e mezzo di latte e cioccolato ci porta alla riserva, che non è altro che una mega distesa di ettari incontaminati e incontrollati in cui entri attraverso un cancello che tu stesso ti apri e che puoi visitare senza problemi, con però dentro più di 100 esemplari di rinoceronte nero, ovvero il più aggressivo sulla terra! Fatto sta che facciamo un giro di un’oretta senza vedere nulla, fino ad incontrare una bellissima tartaruga gigante. Allora ci fermiamo, chiediamo a Sean, la nostra guida: possiamo scendere a vederla? E lui ovviamente: certo! E così scendiamo. Mille prese e foto con la tartarugona, accarezzandola ecc. poi ad un certo punto Luca dice: guardate, c’è forse un rinoceronte là in fondo, molto lontano. Così tutti e tre guardiamo e in effetti lontano vediamo la sagoma di un grosso animale. Neanche il tempo di vederlo che io mi giro, guardo alla nostra sinistra, afferro veloce il braccio di Luca e gli dico: guarda lì, ce n’è un altro, anzi sono due e questi sono mega vicini. Lo dico veloce anche a John che li vede e flemmaticamete, ma con una strana rapidità dice: ok…tutti in macchina. Saliamo, io avevo visto che i due rinoceronti stavamo passando davvero a poche decine di metri da noi, alla sinistra della strada e così pensiamo: aspettiamoli qui! Ovvio diciamo tutti in coro. E così…30, ma 30 secondi dopo a 15 metri da noi arrivano questi due esemplari. Una gigantesca femmina (che in questa razza sono più grosse dei maschi) con il suo piccolo…insomma la peggiore (o migliore) situazione che si potesse desiderare. Restiamo lì in macchina a guardarli. E loro si avvicinano, si avvicinano, si avvicinano, lentamente, molto lentamente guardando di qua e di là, ma puntandoci piano piano. Luca prende la macchina fotografia, inizia a girare un video, si sente la guida che ripete piano “I don’t know what to do…” (non so cosa fare) e io piano che gli rispondo “it’s coming, it’s coming” (sta arrivando, sta arrivando) e neanche il tempo di finire la frase che la femmina improvvisamente, con uno scatto alla Usain Bolt parte a tutta forza verso di noi, dal lato sinistro, dove eravamo seduti io e Luca. Noi facciamo un balzo a destra, verso il centro della macchina, la telecamera (come si potrà vedere dal video) sparisce, ma a quel punto miracolosamente e non si sa con quale neurone rimasto il grande Sean ha la forza di accendere la macchina e suonare a raffica il clacson, cosa che frena immediatamente l’animale arrabbiatissimo e il suo corno di più di un metro a forse 3 metri dalla nostra portiera! La telecamera si rialza (tra le imprecazioni…) a inquadrare la bestia incorniciata dalla polvere alzata dalla sua corsa e successiva brusca frenata, mentre la nostra reazione esplode nella folle risata di Sean e nelle nostre seguenti. Una cosa a dir poco incredibile. Forse ci eravamo dimenticati per un attimo che non eravamo in uno zoo, ma nel loro territorio naturale e se hanno attaccato l’auto, figuriamoci noi a piedi…e lì è tutta un’altra storia! Esperienza che 5 minuti dopo, mentre stiamo ancora capendo come andarcene da lì, si ripete con un secondo attacco dei due rinoceronti e della seconda immediata strombazzata di clacson che nella solita nuvola di polvere riesce a fermare gli animali, con tanto di commento di Sean che dice: Ah, allora abbiamo la conferma che suonare il clacson funziona!! Ahahah. Paura raggazzi, da morire di paura ma soprattutto dal ridere! E pensare che 30 secondi prima stavamo accarezzando una tartaruga! E se non li avessimo visti e non fossimo saliti in macchina… Ma come si dice qui, this is Africa! Questa è l’Africa! And we love it! Un abbraccio, still alive...
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| Last Updated on Friday, 16 April 2010 13:33 |












































