06 GENNAIO: E dopo 2 settimane di sorprese a tutti è ufficiale... SIAMO TORNATI!!
| E infine furono gli States |
| Escrito por Gianni |
| Miércoles 27 de Octubre de 2010 06:32 |
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There are no translations available. E infine furono gli States. Nove mesi, una strada lunga una vita e alla fine qui siamo arrivati. Qui dove si dice tutto sia possibile, qui dove prima ancora di immaginarmi l’India, di pensare di mettere piede in Cina, prima anche solo di pensare all’Australia e tanto meno al Botswana o Mozambico, qui dicevo, avevo sempre voluto arrivare. Ed è stato per questo ancora più intenso esserci ora, essermi guadagnato questa terra con una così lunga e difficile strada. È qui che siamo sbarcati un mese fa e così è iniziato questo mese on the road, qui dove l’ ”on the road” è stato inventato. Siamo sbarcati a Los Angeles, con le spiagge e le ragazze che girano sul lungo mare con tette rifatte e i pattini. Hollywood, dove sono passati molti di quelli che avresti voluto conoscere nella vita: Charlie Chaplin, Marilyn Monroe, Jeams Deen... Poi San Francisco, dove la lotta gay ha avuto sangue e vittoria e dove tutto poteva succedere, quando tutto poteva ancora succedere. E Seattle, con Curt Cobain e Eddie Vedder e la pioggia. E Chicago dove nacquero i grattacieli, i grandi architetti alla Sullivan, dove nacquero i locali più cool, quando ancora non si sapeva cosa fosse essere "cool". E l'impero di Washington e l'Europa di Boston. E New York... che dire di New york, magica, piena, avvolgente, viva, impareggiabile, la città in cui fermarsi se da qualche parte ci si vuole fermare. E in mezzo gli spazi infiniti tra una città immensa ed un’altra, persone sole su macchine grandi come camion, camion grandi come treni, distese di campi con solitarie trebbiatrici che sembrano affamati insetti giganti, motel alla psyco con i neon rotti, strade infinite inchiodate sulle 60 miglia all’ora. E i fast food della torta di mele, i bimbi neri che giocano a basket in campetti di fortuna, uomini enormi che bevono frappè ipercalorici a qualunque ora e fanno colazione con i pancake e il succo d'acero. Terra di grandi scrittori, dei John Fante e di moltissimi altri italo-americani che questa america, nel bene e nel male, l’hanno contribuita a formare. Questa terra di contraddizioni, confusa sulla libertà, questa terra che sto ancora calpestando, che mi sta portando ancora giù, lungo la sua costa est, giù verso la soleggiata Florida, ancora più giù verso l’altra america, la faccia triste dell’America, Messico e Nuvole e poi ancora giù, e la strada si allungherà, il tempo diminuirà. Iniziamo a vedere lontano ma presente il traguardo, la fine di questo pazzo, incredibile e inimmaginabile viaggio, ma come sempre questa è un’altra storia, ed è ancora presto per raccontarla... Gianni
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